Centri di Ricerca
Tipo convenzione: Dipartimentale
Anno costituzione: 2024
Sede amministrativa: Università del Salento
Atenei:
Direttore/Direttrice: Anna Maria Rizzo
Durata: Illimitata
Responsabile per Unisalento: Anna Maria Rizzo
Finalità:
Quando si attribuisce al benessere sociale una funzione positiva per il miglioramento complessivo della qualità della vita di una comunità, spesso si compie l’errore di declinare tale funzione utilizzando criteri effimeri rapportandola all’assenza di malattia. Le esperienze più recenti di progetti di benessere sociale in territori cosiddetti "difficili" dimostrano che l'approccio deve sviluppare processi in cui la stessa comunità diventa protagonista attiva e non mera destinataria di un pensiero che non la coinvolge. In questa ottica il Centro intende sviluppare ricerche sulla trasformazione delle forme di disagio e mutamento sociale e le difficoltà, da parte di servizi e professionisti del sociale, nel rispondere alla veloce trasformazione e alle possibili evoluzioni da Welfare a Welfare partecipativo.
Dipartimento di riferimento:Scienze Umane e Sociali
Con uno sguardo scientifico interdisciplinare, le recenti ricerche esplorano nuove forme di "vulnerabilità", il passaggio da problemi posti da minoranze croniche e con problemi acuti, alle molteplici precarietà lavorative, all'invecchiamento della popolazione e alla solitudine della vita anziana; al sovraccarico femminile universale, ai possibili percorsi educativi e formativi in contesti formali, non formali e informali, alla cura e altro ancora. In questa prospettiva, il welfare partecipativo si presenta sia possibilità soggettiva ovvero libertà di azione-non azione in base a motivazioni e obiettivi individuali, sia alla possibilità oggettiva ovvero l'offerta da parte delle istituzioni di occasioni e servizi per il soddisfacimento dei propri bisogni. Soggetto e contesto, individuo e ambiente sociale sono elementi di un unico processo che definisce concretamente i contenuti della possibilità, del potere, dell'accesso. Rispondendo al principio di attuare nuove forme di integrazione tra servizi pubblici, privato sociale e reti sociali che, secondo il principio di sussidiarietà, intendono il lavoro sociale come azione di interesse collettivo, il Centro di ricerca diventa anche il "contenitore" dell'Alzheimer Caffè, frame in cui le persone affette da Alzheimer e demenza, le loro famiglie e i caregivers possono incontrarsi per vivere momenti di confronto e socializzazione secondo un approccio "altro" (destrutturato-informale) alla percezione della malattia al fine di generare un nuovo benessere.